Iperammortamento 2026: cosa cambia dopo Transizione 5.0
8. juni 2026 · 4 min
Ogni volta che cambia il nome di un’agevolazione, in azienda si ripete la stessa scena. Il commercialista manda un messaggio, il titolare lo legge tra un cantiere e l’altro, intravede le parole nuova misura e maxi-deduzione, e archivia il tutto sotto la voce da capire con calma. Il 2026 ha portato l’iperammortamento, e da capire con calma è esattamente l’atteggiamento che rischia di farti perdere l’occasione, o peggio, di fartela raccontare male.
Mettiamo ordine. Transizione 4.0 e Transizione 5.0 si sono chiuse il 31 dicembre 2025. Al loro posto, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto l’iperammortamento, ritoccato poi da un decreto di marzo. La differenza pratica con il passato è importante: non è un credito d’imposta, è una maxi-deduzione. In parole povere, il costo di certi beni strumentali nuovi viene maggiorato ai fini degli ammortamenti, e quella maggiorazione abbassa il reddito imponibile.
Le percentuali non sono timide. La maggiorazione arriva fino al 180 per cento per gli investimenti più contenuti, scende al 100 per cento su uno scaglione intermedio e al 50 per cento su quello più alto. Gli investimenti agevolabili sono quelli effettuati a partire dal 1 gennaio 2026, con una finestra che si estende fino al 30 settembre 2028. C’è spazio, quindi, ma c’è anche una scadenza, e le scadenze nelle agevolazioni non sono mai un dettaglio.
Veniamo ai requisiti, perché è lì che molte aziende inciampano. Non basta comprare qualcosa di nuovo. Il bene deve rientrare negli allegati di legge, deve essere interconnesso al sistema aziendale, e serve una perizia tecnica asseverata, sostituibile con una dichiarazione del legale rappresentante sotto una certa soglia di valore. L’interconnessione, in particolare, è la parola che separa un investimento agevolato da un investimento normale: un macchinario che lavora isolato, scollegato da tutto, di solito non basta.
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L’iperammortamento è un’opportunità reale, e per chi deve rinnovare macchinari o impianti vale la pena sedersi con il commercialista e fare i conti seri. Ma proprio perché è un’opportunità, va guardata con gli occhi aperti. Le aliquote alte attirano l’attenzione, le condizioni in piccolo decidono se ne hai davvero diritto. Confondere le due cose è il modo più rapido per ritrovarsi, in fase di controllo, con un’agevolazione contestata.
Il software, e perché qui serve onestà
C’è un punto su cui voglio essere diretto, perché riguarda chi gestisce squadre e processi. Il software rientra nell’iperammortamento solo a precise condizioni, e secondo le bozze del decreto attuativo i programmi in abbonamento, quelli che paghi a canone mensile, ne resterebbero esclusi. Quindi no, non ti racconto che l’abbonamento a uno strumento gestionale come GeoTapp te lo sconta l’iperammortamento. Le cose, allo stato attuale, non stanno così, e prometterti il contrario non sarebbe un favore.
Trattare un’agevolazione come un saldo da non perdere, senza leggere a quali condizioni si applica, è come correre a comprare un divano in offerta senza misurare la porta di casa. Lo sconto è vero. Resta da vedere se il divano entra.
Quello che conta indipendentemente dal bonus
Ed è qui il ragionamento che vale la pena fare. La decisione di digitalizzare la gestione del personale non dovrebbe dipendere dall’esistenza di un incentivo, perché il costo di non farlo lo paghi comunque, ogni mese: ore stimate male, preventivi a naso, contestazioni perse, mezze giornate a ricostruire chi era dove. Quel conto, sommato su un anno, è di solito più pesante di qualsiasi bonus.
GeoTapp serve a chiudere quella falla. Un tocco per iniziare, un tocco per finire, e di ogni giornata resta una traccia pulita e geolocalizzata. Non te lo presento come l’occasione fiscale dell’anno, perché un canone non lo è. Te lo presento come il modo per smettere di perdere soldi che oggi escono senza che nessuno li conti.
Quindi due conti, da fare con onestà. Il primo, con il commercialista, sull’iperammortamento per i beni che davvero ci rientrano. Il secondo, da solo: quanto ti sta costando, ogni mese, non sapere quante ore lavora davvero la tua squadra? Per rispondere al secondo, guarda come si tiene il conto delle ore.
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