Il furgone nuovo arriva con il GPS già di serie, oppure lo monti tu in mezza giornata. È un attimo. Si attiva, compare la mappa, e da quel momento sai dove sono i mezzi. Tutto questo richiede meno tempo di una pausa caffè, e proprio questa rapidità è il problema: la parte tecnica è velocissima, la parte legale che dovrebbe venire prima viene saltata, e quasi nessuno se ne accorge finché non è troppo tardi.
Perché c’è un ordine corretto delle cose, e quasi tutti lo invertono. Il GPS su un mezzo aziendale è uno strumento da cui può derivare un controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, e questo lo fa ricadere sotto l’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori. La norma non vieta il GPS. Dice una cosa diversa: che prima di installarlo serve un passaggio, e quel passaggio non è facoltativo.
Il passaggio è un accordo con le rappresentanze sindacali, le RSA o la RSU. Se in azienda non esistono rappresentanze, o se l’accordo non si raggiunge, la strada è l’autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro. In un caso o nell’altro, l’autorizzazione a monte. Prima il via libera, poi il dispositivo. Non il contrario.
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Inizia il trial gratuito →Cosa succede se inverti l’ordine? Il GPS resta lì, attaccato al furgone, funzionante, e completamente inutilizzabile. Perché i dati raccolti da uno strumento installato senza il passaggio dell’articolo 4 sono dati raccolti illegittimamente, e in una contestazione, davanti a un giudice o al Garante, non valgono niente. Hai speso, hai installato, e hai in mano una prova che non puoi usare. È la forma più costosa di non avere alcun sistema.
Non è solo l’articolo 4
L’accordo sindacale o l’autorizzazione sono il primo strato, non l’unico. Sopra c’è il GDPR, e chiede altre cose concrete: i lavoratori vanno informati con chiarezza su cosa registra il sistema, perché e per quanto tempo i dati restano. Nella maggior parte dei casi serve una valutazione d’impatto, la DPIA, perché un monitoraggio sistematico della posizione è proprio il tipo di trattamento per cui quella valutazione esiste. Sono adempimenti, sì, ma sono anche quello che rende il tuo GPS uno strumento solido invece che una scommessa.








