Il Garante per la protezione dei dati personali ha messo in calendario oltre 40 ispezioni per il primo semestre 2026. Due i bersagli: telemarketing e monitoraggio GPS dei lavoratori. Se hai un’app che traccia la posizione dei tuoi operatori sul campo, questa notizia ti riguarda direttamente.
Ispezioni Garante Privacy: cosa controllano davvero
Non si limitano a verificare se l’app funziona. Controllano il percorso completo. Hai dato un’informativa specifica ai dipendenti prima di accendere il GPS? Non quella privacy generica: una dedicata, che spiega cosa tracci, perché lo fai, per quanto tempo conservi i dati e chi vi ha accesso.
Poi guardano la base giuridica. Non basta dire “ci serve per il lavoro”. Devi dimostrare che il tracciamento GPS e proporzionato, che non esistono alternative meno invasive, e che hai compilato una valutazione d’impatto. La famosa DPIA che quasi nessuna PMI ha mai fatto.
La verità e semplice: molte aziende hanno installato l’app perché risolveva un problema pratico. Nessuno si e fermato a fare la documentazione. Il problema non emerge finche qualcuno non bussa alla porta.
Se sei tra le aziende che hanno installato l’app senza fare la documentazione, quattordici giorni conformi tappano i buchi prima del Garante.
Nessuna carta di credito, attivo in 2 minuti.
Apri il trialQuanto costa farsi trovare impreparati
Le sanzioni partono da 20.000 euro e possono arrivare al 4% del fatturato annuo. Ma la multa non e nemmeno il guaio più grosso. Il Garante può ordinare la cessazione del trattamento. Tradotto: da domani mattina non puoi più usare l’app. La tua operatività sul campo si ferma.
Un caso concreto del 2025: un’azienda tracciava i dipendenti anche durante le pause. Il sistema non permetteva di spegnere il GPS. Multa da 50.000 euro e ordine di smettere. Quell’azienda ha dovuto tornare ai fogli di carta per tre mesi, il tempo di adeguarsi.
Tre cose da fare prima che arrivino
Prima cosa: prepara un’informativa GPS separata da quella privacy generale. Consegnala a ogni dipendente, con firma per ricevuta, prima di attivare il tracciamento. Seconda: compila una DPIA. Non e un documento impossibile: spiega perché il GPS e necessario, quali rischi ci sono per il lavoratore e cosa fai per mitigarli. Terza: verifica che il sistema tracci solo durante l’orario di lavoro. Niente GPS in pausa, niente GPS dopo il turno.






