Decreto 25/2026: le nuove tabelle del costo del lavoro nelle pulizie
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Decreto 25/2026: le nuove tabelle del costo del lavoro nelle pulizie

10 giugno 2026 · 4 min

C’è un documento, uscito dal Ministero del Lavoro a fine marzo 2026, che molti titolari di imprese di pulizie non hanno ancora aperto. Si chiama Decreto Direttoriale numero 25, porta la data del 30 marzo, e a prima vista sembra l’ennesima tabella ministeriale buona per gli uffici. In realtà tocca una cosa molto concreta: quanto, secondo lo Stato, costa un’ora di lavoro nel tuo settore.

Partiamo dal nome, perché anche lì c’è un equivoco da chiarire. Lo si sente chiamare DM, decreto ministeriale, ma è un decreto direttoriale, firmato da un direttore generale del Ministero. Non è pignoleria: è un documento ricognitivo, aggiorna le tabelle del costo medio orario del lavoro per le imprese di pulizia, disinfestazione e servizi integrati, su base nazionale e provinciale, per operai e impiegati.

E perché le tabelle cambiano adesso? Perché recepiscono il rinnovo del contratto Multiservizi, sottoscritto a giugno 2025 e integrato poco dopo. Quel rinnovo distribuisce gli aumenti retributivi su una serie di scaglioni che si aprono tra il 2025 e il 2029. Tradotto: il costo di un’ora di lavoro non è più quello di un anno fa, e non lo sarà nemmeno tra qualche mese. Si muove, a tappe.

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Qui arriva la parte che riguarda direttamente la tua azienda. Le tabelle non sono un esercizio statistico. Sono il riferimento con cui una stazione appaltante verifica se la tua offerta è sostenibile o se è un’offerta anomala, presentata sotto il costo reale del lavoro. Negli appalti, soprattutto pubblici, il costo del lavoro indicato deve reggere il confronto con quelle tabelle. Se non regge, l’offerta salta.

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Cosa significa, in pratica, per te

Significa due cose. La prima: i preventivi e le offerte vanno aggiornati con i valori nuovi, perché continuare con il costo orario dell’anno scorso vuol dire calcolare male, in un senso o nell’altro. La seconda, meno ovvia: le tabelle ti dicono quanto costa un’ora, ma non ti dicono quante ore serve il tuo cantiere. Quel numero lo conosci solo tu, e lo conosci bene solo se lo hai misurato, non se lo hai stimato a memoria.

Il valore certo e il valore stimato

È un’asimmetria che vale la pena guardare in faccia. Da una parte hai un costo orario certo, scritto in un decreto, uguale per tutti. Dall’altra hai il monte ore del tuo servizio, che è la variabile su cui si gioca davvero il margine. Se il primo è preciso e il secondo è una stima a occhio, il tuo preventivo poggia metà su un dato e metà su una speranza. E in sede di verifica di congruità, la speranza non si difende.

Tabelle costo del lavoro

Aggiornare il costo orario dalle tabelle e poi stimare le ore a naso è come pesare la merce con una bilancia di precisione e poi indovinare quante scatole hai in magazzino. Metà del conto è esatta. È l’altra metà che ti rovina il bilancio.

Misurare le ore, non immaginarle

Quello che serve è semplice da dire: sapere quante ore ogni squadra lavora davvero, su ciascun cantiere, senza ricostruzioni a fine mese. Le ore devono legarsi al cantiere giusto nel momento in cui il lavoro viene svolto, così lo storico cresce da solo e, quando arriva una gara, i numeri sono già lì, pronti da difendere.

È quello che fa GeoTapp. Con il geofencing il sistema riconosce che la squadra è arrivata sul cantiere e ne è ripartita, e lega le ore al posto giusto. Un tocco per iniziare, un tocco per finire. Il costo orario lo prendi dal Decreto 25, le ore le prendi dalla realtà, e finalmente il preventivo poggia su due dati certi invece che su uno solo.

Il Decreto 25 le tabelle le ha già aggiornate per te. La domanda che resta è solo tua: le ore che metti a base dei tuoi preventivi, le hai misurate o le hai immaginate? Se hai esitato, guarda come tenere lo storico delle ore per cantiere.

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