Per una volta la scelta è tutta italiana. Niente supporto in inglese alle undici di sera, niente prezzi in dollari che ballano col cambio, niente normative pensate per il Texas e adattate alla buona: GeoTapp e Libemax nascono entrambe qui, parlano la tua lingua e conoscono l’Ispettorato del Lavoro meglio di certi consulenti. La buona notizia finisce qui, perché adesso tocca capire quale delle due serve davvero alla tua azienda, e la risposta non sta nei loghi né nelle recensioni: sta in una settimana qualsiasi dei tuoi operatori.
Facciamola insieme, questa settimana. Lunedì mattina, mercoledì pomeriggio e venerdì sera: tre momenti che ogni titolare di squadre sul campo riconosce al volo, e tre punti dove le due applicazioni prima si somigliano, poi si separano, e alla fine vanno in direzioni opposte.
Lunedì, ore 7:58: la timbratura
Qui le due contendenti giocano quasi alla pari, ed è giusto dirlo subito. Libemax fa la rilevazione presenze dal 2014, dichiara oltre cinquemila aziende clienti e offre più modi per timbrare di quanti te ne servano davvero: GPS, tag NFC, QR code, perfino i beacon Bluetooth per chi lavora in capannoni dove il segnale satellitare non entra. Se il tuo problema è sapere a che ora la squadra è entrata e uscita, con Libemax lo risolvi, e lo risolvi bene.
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Apri il trialGeoTapp timbra con GPS verificato e un solo tocco, un tocco per iniziare e uno per finire, e lì si ferma: niente NFC, niente beacon. Sulla pura registrazione dell’orario, se ti servono cinque tecnologie di timbratura diverse, Libemax ne ha di più. Tienilo a mente, perché un confronto che ti nasconde i punti forti dell’avversario non è un confronto, è una brochure.
Mercoledì, ore 15:30: il rapportino
A metà settimana arriva il momento del rapportino di lavoro, e qui le strade cominciano a dividersi. Con Libemax l’operatore compila le attività svolte, aggiunge i materiali usati, allega qualche foto e fa firmare il cliente sullo schermo: un flusso pensato bene, che digitalizza il vecchio foglio di carta senza fargli perdere l’abitudine. Il rapportino resta però quello che è sempre stato: una dichiarazione. È l’operatore che racconta cosa ha fatto, ed è il cliente che, firmando, dice di essergli amico. Fino a quando lo è.
GeoTapp parte dall’idea opposta: il racconto non lo scrive nessuno, lo compone il sistema. Le foto si scattano solo dalla fotocamera dentro l’applicazione, con posizione e orario impressi al momento dello scatto, la sessione di lavoro si chiude da sola con coordinate e durata, e il report che ne esce è sigillato: nessuno può ritoccarlo dopo, nemmeno il titolare. La differenza sembra filosofica e invece è pratica: un rapportino si compila, una prova si genera. Ti è mai capitato di rileggere un rapportino tre settimane dopo e non capire nemmeno tu cosa ci fosse scritto?

Venerdì, ore 18:40: la contestazione
Poi arriva venerdì sera, il cliente chiama e dice che mercoledì da lui non è passato nessuno. Ed è qui che le due applicazioni smettono di somigliarsi del tutto.






